Di Fernanda Macchiavelli si hanno poche notizie. Della giovane donna, moglie di un combattente, che militò per molti mesi nella Stella Rossa e che morì tragicamente il 29 settembre 1944, la memoria ufficiale ha conservato labili tracce.È storia questa di molti e soprattutto di molte. La guerra guerreggiata è faccenda di uomini, praticamente da quando se ne parla, esecrandola, mitizzandola o, semplicemente, descrivendola. Dagli eroi omerici ai grandi condottieri, la figura femminile appare oggetto, sfondo e solo raramente ed eccezionalmente protagonista, come le guerriere amazzoni.In realtà, il conflitto moderno, nelle società industrializzate e nazionalizzate, ha catapultato le donne sulla scena primaria dello scontro, vuoi nel sistema produttivo che deve sostenere lo sforzo bellico, vuoi nei servizi logistici sempre più numerosi e complessi, a partire da quelli sanitari, vuoi, anche se ancora timidamente e marginalmente, sulle linee di fuoco.Poi, però, appena le acque del diluvio si ritirano, i ruoli tendono a tornare quelli tradizionali e le donne vengono in un qualche modo “invitate” a riprendere i panni della riserva piuttosto che ricoprire i primi posti nei ranghi. Occorre spostare lo sguardo della riflessione, illuminare altre dimensioni dell’agire collettivo per ritrovarle illuminate del bagliore che le caratterizza.Questo vale, in fondo, anche per le partigiane. Nonostante figure come Irma Bandiera o Edera De Giovanni e tutte quelle Agnesi che hanno guadagnato uno spazio nella memoria repubblicana. Vale sicuramente per il grande silenzio che circonda Fernanda Macchiavelli. Le nuove piste di indagine storiografica, il bisogno di punti di vista diversi, più complessi e variopinti che le nostre società reclamano, anche e segnatamente per costruire più solide contro narrazioni sull’ineluttabilità, se non proprio la necessità della guerra, sono e saranno le leve grazie alle quali il profilo della ventiquattrenne Fernanda Macchiavelli ci verrà restituita per quello che era, in carne ed ossa e per quello che ha significato e significa nella battaglia per la libertà, per l’eguaglianza e per la giustizia che ancora ci attraversa e continuerà ad attraversarci.