Ginetta Chirici nacque a Pistoia il 24 novembre 1924 (nome completo Ginetta Argia Debora) da Gino Chirici e Bianca Mazzei. Seguì la famiglia nella peregrinazione fra le città del Nord cui la costrinse la fede antifascista del padre (a Cremona sarebbe nato il fratello Renato nel 1929), fino a stabilirsi a Bologna, dove Gino e fratello misero su un’attività commerciale.Nel capoluogo emiliano Ginetta compì gli studi magistrali, prese il diploma di maestra e si iscrisse all’università, presso la facoltà di Magistero, nell’anno accademico 1942-43.Dopo le prime incursioni del 1942, la famiglia Chirici decise di trasferirsi in Appennino, zona ritenuta più sicura e trovò casa nelle vicinanze delle Murazze, non distante da Vado di Setta. Il padre continuò l’attività di magazziniere, spostandosi quotidianamente in città. Tre volte la settimana anche la figlia lo accompagnava, per seguire le lezioni. Tra Vado e Gardelletta, la ragazza si impegnò nell’attività educativa dei bambini del luogo e sfollati. Conobbe Mario Musolesi, il “Lupo”, comandante della brigata partigiana Stella Rossa e divenne staffetta, sfruttando abilmente le sue trasferte bolognesi. Con l’avvicinarsi del fronte, la famiglia si trasferì in un rifugio scavato nei pressi di Ca’ Beguzzi, più a monte. La mattina del 29 settembre 1944, Ginetta accompagnò la madre alla chiesa di Casaglia, lì la lasciò e tornò verso il rifugio, dove l’attendeva il padre. La madre fu fra le vittime del cimitero di Casaglia. Mentre rientrava, fu vista dai militari nazisti che le spararono, colpendola ad una spalla. Riuscì a rientrare nel rifugio. Venne soccorsa dagli stessi germanici, portata a Gardelletta, rattoppata alla meglio e rispedita tra i suoi.Il 5 ottobre successivo un drappello di SS giunse sul posto e mitragliò tutti coloro che trovarono. Solo donne e bambini, 17 persone, fra le quali Ginetta.Il 19 aprile 1995 Ginetta Chirici è stata laureata “honoris causa” alla memoria in Scienze dell’Educazione dall’Università di Bologna, primo caso di una simile riconoscimento.