Dei 1325 partigiani della Stella Rossa censiti dall’Anpi, il 65% avevano meno di 25 anni.La vicenda di Gastone Rossi, se riverbera il contesto dei renitenti alla chiamata alle armi della Repubblica Sociale, dei reduci dei diversi fronti di guerra italiani dopo l’8 settembre 1943, dei soldati alleati in fuga dopo la cattura e dei disertori dell’esercito occupante, in realtà parla di una parte della popolazione giovane e giovanissima che, senza costrizioni esterne particolari, si diedero alla macchia, per fare “la più astuta e la più perfida guerra ai tedeschi”, come è stata definita l’esperienza della Stella Rossa.In questo caso contano la famiglia strenuamente antifascista e attiva nell’opposizione, il radicamento territoriale, l’emulazione dei più grandi, il desiderio di avventura, oltre che una personalità estroversa e coraggiosa. Parliamo di ragazzi (e in più di un caso di ragazze) adolescenti o poco più, che hanno frequentato la scuola fascista, che si sono abbeverati al “libro e moschetto, fascista perfetto”, che un bel giorno sono stati intruppati dai loro insegnati e condotti lungo la Direttissima a salutare il treno che trasportava il Duce e Hitler in visita in Italia, che hanno frequentato il “sabato fascista” e tutte quelle altre liturgie che Mussolini e i suoi si erano inventate per costruire l’uomo e la donna “nuovi”, i protagonisti di un’Italia giovane, guerriera, imperiale e, dal 1938, anche esplicitamente razzista. Poi, è vero che il tradizionalismo conservatore e familistico, come la forte influenza cattolica, particolarmente significativa in montagna e un tenace antifascismo carsico di derivazione socialista e comunista, avevano probabilmente limitata la penetrazione reale di un corpus formativo spesso superficiale. E l’andamento perverso della guerra aveva fatto il suo. Tuttavia non va sottovalutata la carica pervasiva della ventennale predicazione fascista che, di contro, qualifica la scelta di chi, come Gastone Rossi, scelse una barricata precisa su cui battersi e morire.Per questo non è solo retorica dettata del momento il saluto che gli tributarono i compagni di lotta: “I duri uomini della vecchia e gloriosa Stella Rossa si inchinano commossi innanzi alla morte del loro più caro compagno. Si è stroncato lo stelo del più giovane, orgoglioso fiore della Brigata.”