Giorno della Memoria

27 gennaio 2026
Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di Auschwitz in Polonia, ponendo fine alla più grande fabbrica di lavoro di schiavi e di sterminio della Germania nazista.
Per noi un’enorme pietra d’inciampo. Perché Auschwitz è accaduto. Perché centinaia e centinaia di uomini e di donne hanno lavorato con solerzia affinché il campo potesse funzionare e operare al massimo dell’efficienza. Perché migliaia e migliaia di altre persone hanno fatto finta di niente, soprattutto chi viveva nei dintorni, o hanno approfittato di quell’immenso strumento di morte per perseguire i propri interessi.
Vent’anni prima c’era stato il genocidio delle popolazioni armene di Turchia e le catastrofiche fornaci di soldati delle prima guerra mondiale. Pochi mesi dopo ci sarà Hiroshima, col suo tornado nucleare.
E oggi, proprio mentre ricordiamo, c’è il genocidio di Gaza, c’è l’impressionante strage di oppositori dell’Iran.
L’antica maledizione di “votare allo sterminio” l’altro non vuole abbandonarci. Viene da dire, con terrore, non vogliamo che ci abbandoni. La rivestiamo di mille giustificazioni e mille distinguo, ma è sempre lì. E’ sempre quella.
Auschwitz, incredibilmente, c’é stata. Lo sterminio, incredibilmente, c’é ancora.
E noi, che non vogliamo dimenticare, cosa facciamo?