Il Comitato condanna l’attacco all’Iran

2 marzo 2026
Il Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto condanna e deplora l’attacco israelo-statunitense all’Iran ed esprime allarme disagio per quanto sta accadendo nel Medio Oriente e per le imprevedibili conseguenze che l’attacco in corso può determinare.
Allarme perché la forza, agita del tutto al di fuori della legalità internazionalmente riconosciuta e con intenti personalistici e quasi privatistici, sembra essere diventata la norma per regolare (meglio, sregolare) le relazioni fra stati e nazioni, con un dispiegamento della potenza militare tracotante, supportata da un uso massivo delle più moderne tecnologie sia di intelligence, sia di applicazione ai dispositivi bellici.
Allarme perché le prospettive, se possibile, appaiono ancora più tragiche, con una spregiudicata volontà di conflitto armato che si va consolidando (pensiamo soprattutto alla guerra russo-ucraina che ha ormai superato i quattro anni e la tregua sanguinosa di Gaza distrutta) e rischia di accendersi in tanti e pericolosissimi focolai attualmente silenti, fino a generare una condizione non più controllabile.
Disagio per il mix di manifesta incapacità dell’Europa e dell’Italia di porsi come argine a tutto questo e di tensione bellicistica che attraversa il nostro continente. Per cui viene a mancare, nell’attuale paralisi dell’ONU, un vero progetto alternativo di ricorso agli strumenti della diplomazia e del rispetto dei popoli, che sono destinati ad essere insieme gli interlocutori propagandistici delle pretese ragioni dei contendenti e le vittime designate degli scontri armati.
Disagio per l’apparente inutilità degli sforzi di chi, come noi, a partire dalla conservazione vitale di una memoria di ferocia sterminatrice e di riscatto democratico, porta avanti il messaggio che un’alternativa alla guerra DEVE essere possibile. E questo ci intristisce enormemente. Ma non ci fa desistere dall’alzare la nostra voce affinché le coscienze di molti si destino, escano da una sorta di narcosi mortifera impotente che sembra pervadere la società civile e reclami con forza (in questo modo va usato questo concetto) un fare diverso della politica, a tutti i livelli.
Occorre farsi affratellare da un moto risoluto di indignazione. Solidarietà col popolo iraniano, violentato da un ingiustificato intervento esterno e da un dispotico, liberticida, repressivo governo teocratico.